Descrizione
Il giardino fa parte della rete Regis - Rete dei giardini storici, l’associazione che tutela e valorizza il patrimonio verde storico delle pubbliche amministrazioni. Leggi qui sotto la storia del giardino botanico Mylius e della villa storica a cui è annesso.
Il giardino è stato oggetto di una profonda riqualificazione: la prima parte, conclusa nel 2024, con nuove piante, nuovo verde e la riqualificazione del pontile e del laghetto. Grazie alla seconda parte del restyling, teminata a maggio 2026, il giardino è stato arricchito con un nuovo pergolato pensato per valorizzare questo luogo storico.
Guarda, qui sotto, le foto di come sono avanzati entrambi i cantieri.
Oggi nel giardino trovi: un'ex voliera con sedute, panchine, un laghetto, un pontile illuminato, una spiaggetta per le tartarughe e un pergolato.
C’era una volta: la villa di cultura e il suo giardino botanico
Che siano stati costruiti verso la metà del XVIII secolo e poi acquisiti dai Mylius, o voluti, a fine secolo o all’inizio del successivo, dalla famiglia di origine austro-tedesca, certo è che la villa e il suo giardino devono la loro notorietà a Enrico Mylius, che, trasferitosi in Italia, si distinse nella vita imprenditoriale e intellettuale di Milano e provincia. La residenza sestese, posizionata accanto a villa Zorn (di proprietà di un socio in affari) divenne ben presto un vivissimo salotto culturale, punto di riferimento per personalità come Carlo Cattaneo, Massimo D’Azeglio, Alessandro Manzoni e Vincenzo Monti, che vi scrisse la poesia nella quale lo dava l’”aer sincero” di Sesto, luogo privilegiato per la villeggiatura ottocentesca. Nota è l’amicizia di Mylius con Goethe e il suo ruolo di intermediario tra la cultura tedesca e quella italiana. Nota è anche la storia della torretta della villa, costruita appositamente perché Barnaba Oriani, astronomo e direttore dell’osservatorio di Brera, potesse studiare le stelle.
Ereditarono il mecenatismo di Enrico i suoi successori, il nipote Giorgio Melchior e la sua sposa, Sophie Vonwiller, con la scomparsa della quale, nel 1895, si conclude la storia della casata dei Mylius.
A metà Ottocento il giardino all’italiana viene sostituito da un impianto all’inglese e, con il nipote di Enrico Mylius, nel 1921 la residenza viene destinata a sede del Comune, che la acquistò nel 1928 avviando una serie di radicali modifiche.
Il giardino oggi fa parte di Regis (Rete dei giardini storici) l’associazione che tutela e valorizza il patrimonio verde storico delle pubbliche amministrazioni.
