Chi è l’amministratore di sostegno
E’ una
figura giuridica che viene nominata dal Tribunale per
tutelare le persone fragili, assistendole e rappresentandole giuridicamente – parzialmente o totalmente - nella gestione dei loro interessi personali. Prima che ci fosse questa nuova figura giuridica, con l’interdizione le persone venivano private totalmente della capacità di agire, con l’inabilitazione parziale. Il ruolo dell’amministratore di sostegno, al contrario, mira a conservare il più possibile le capacità residue della persona fragile, dando un supporto esclusivamente per le funzioni che l’assistito non riesce a compiere autonomamente. Inoltre, l’amministratore di sostegno deve operare per il benessere del beneficiario, salvaguardandone anche ma non solo gli interessi economici.
Come si nomina un amministratore di sostegno
Con un
ricorso, cioè una richiesta scritta e formale che
dà avvio al procedimento di nomina dell’amministratore di sostegno. Può essere la famiglia a scrivere e presentare questo ricorso, oppure i responsabili dei servizi sociali impegnati nella cura e nell’assistenza della persona.
Una volta presentato il ricorso, viene fissata un'udienza al termine della quale il Giudice Tutelare, dopo aver valutato la situazione, emette un decreto di nomina dell’amministratore di sostegno e ne definisce i poteri. Il
punto di prossimità è il luogo in cui si trovano l’esperienza e il supporto necessari per redigere e presentare correttamente un ricorso.
Che compiti svolge un amministratore di sostegno
Lo stabilisce il Giudice Tutelare una volta che ha esaminato il caso. I
compiti dell'amministratore di sostegno sono di natura essenzialmente
patrimoniale e si riferiscono quindi alla
tutela degli interessi economici dell'amministrato (ad esempio: gestione del conto corrente, ritiro della pensione, riscossione dello stipendio, pagamento delle bollette, ecc…). Non rientrano tra le competenze ed i compiti dell'amministratore di sostegno lo svolgere direttamente azioni ed interventi di natura assistenziale e/o finalizzati alla cura, che devono essere assunti dagli enti istituzionalmente preposti.
Chi può richiedere la nomina di un amministratore di sostegno
- la persona stessa che sente di aver bisogno di assistenza
- il coniuge o il convivente
- i parenti entro il quarto grado
- gli affini entro il secondo grado
- il tutore o il curatore che presentano la richiesta di revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione
- il Pubblico Ministero
- i responsabili dei servizi sociali che curano e assistono la persona
Chi può svolgere il ruolo di amministratore di sostegno
- il coniuge non separato legalmente
- il convivente
- il genitore
- il figlio
- il fratello
- il parente entro il quarto grado
- la persona designata anche mediante testamento dal genitore superstite
- un’altra persona incaricata dal Giudice Tutelare, ad esempio un volontario che ha seguito un apposito percorso formativo e ha espresso la propria disponibilità a svolgere il ruolo di amministratore di sostegno
- una persona giuridica pubblica (Provincia, Comune o altro Ente), privata (associazione, cooperativa sociale o fondazione) o un’associazione non riconosciuta.